La fondazione della colonia achea di Sibari risale alla fine dell’VIII sec. a.C. Secondo le fonti, il contingente era composto da un gruppo più numeroso di Achei e da una minoranza di Trezeni che poi vengono cacciati. Il capo della spedizione è Is, originario dalla città di Elice, in Acaia. Sibari viene tradizionalmente celebrata per il lusso e la ricchezza che derivano dalla disponibilità di un territorio assai fertile. Non possediamo nessun tipo di documentazione letteraria o archeologica in merito alla fase successiva alla fondazione fino alla metà del VI sec. a.C. La città raggiunge il massimo splendore intorno al 580 a.C. La potenza raggiunta dalla colonia passa attraverso la realizzazione di un complesso sistema di alleanze con varie comunità dei territori circostanti. Viene a delinearsi così una struttura complessa che vede al centro Sibari e il suo territorio e tutt’intorno una serie di comunità satelliti con diversi gradi di autonomia. Le fonti attribuiscono alla colonia la formazione di un vasto impero territoriale che comprende 4 popoli e 25 città. Gli anni finali del VI sec. a.C. ruotano intorno alla figura del tiranno Telys che provoca la guerra contro Crotone che culmina con la distruzione della città nel 510 a.C. Negli anni successivi i Sibariti superstiti tentano più volte di ricostruire la città, ma i tentativi sono sempre soppressi dall’intervento di Crotone. L’impresa riesce solo nel 446/5 a.C. grazie all’aiuto di un contingente guidato da Atene, ma la nuova città ha una durata effimera a causa dei contrasti tra i nuovi coloni e i vecchi Sibariti che vengono uccisi o costretti alla fuga.

L’individuazione del sito di Sibari è stata resa particolarmente difficile dalla coltre di strati alluvionali che si sono accumulati sull’area della città antica dopo la sua distruzione ad opera dei Crotoniati nel 510 a.C. e la conseguente deviazione del corso del fiume Crati. Imponenti campagne di scavo condotte nella seconda metà del XX secolo hanno permesso di conosce alcuni aspetti della città, sul cui sito si sovrappose, nel 444 a.C. la colonia di Turi, fase alla quale si riferisce la maggior parte delle strutture visibili nel Parco Archeologico. I materiali sono esposti presso il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide