Secondo la tradizione la città fu fondata presso il fiume Apsias, l’odierno Calopinace, in una località detta Pallantion, intorno alla metà dell’VIII sec. a.C. da coloni provenienti da Calcide sull’isola di Eubea, insieme ad un gruppo di Messeni. Suoi ecisti (fondatori) furono Antimnesto e Artimede. La sua posizione, con quella di Zancle-Messina, consentiva il controllo dello Stretto, punto strategico per il controllo delle rotte marittime.

Nel V sec. a.C. la città raggiunge il suo momento di massimo splendore, rivestendo un importante ruolo politico ed economico sotto il governo del tiranno Anassilao, che a lungo promosse una politica tesa all’unificazione delle città che si affacciavano sullo stretto di Messina e di contrasto della potenza siracusana, politica proseguita dal suo successore Micito. Nella guerra del Peloponneso la città fu alleata di Atene e fu poi sconfitta da Dionigi I di Siracusa nel 387 a.C. Dal 270 a.C circa diviene alleata di Roma ed inclusa trai suoi socii navales. Il suo nome diventa Rhegium Iulium sotto Augusto e rappresenta uno dei centri più floridi dell’Italia meridionale in età imperiale.

La città moderna ricopre l’area della città antica che, nel complesso della sua organizzazione urbanistica non è ben nota. Una cinta muraria risalente al V sec. a.C. delimitava la città, che si estendeva tra il torrente Annunziata, il Calopinace e la collina. All’esterno di quest’area erano ubicate le necropoli Sulla sommità della collina si ipotizza la presenza dell’acropoli, mentre a mezzacosta è nota un’area sacra; l’area di Piazza Italia, invece, potrebbe corrispondere a quella dell’agorà greca e del foro romano. I reperti relativi alla città sono esposti in alcune sale al piano terra del Museo Archeologici Nazionale.