Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, già Museo Nazionale della Magna Grecia, nasce da un’idea del grande archeologo Paolo Orsi, che – all’indomani del devastante terremoto del 1908 – volle fortemente l’istituzione di un museo che custodisse i materiali provenienti da tutto il territorio calabrese, riunendo in tal modo le collezioni civiche di fine ‘800 e quelle statali che, anno dopo anno, si stavano accrescendo.

Il progetto per il nuovo museo fu realizzato solo a partire dal 1931, ad opera dall’architetto Marcello Piacentini, uno dei massimi esponenti dell’architettura italiana della prima metà del Novecento. L’edificio, che fu ultimato solo nel 1942, si caratterizza ancora oggi per un prospetto sobrio ed elegante, decorato da grandi medaglioni a bassorilievo raffiguranti le monete delle principali città della Magna Grecia.

Dopo la chiusura nel 2009 per una completa ristrutturazione, il nuovo MArRC è stato inaugurato il 30 aprile 2016 con una veste completamente nuova, sia per l’edificio che per gli allestimenti. L’originario cortile è stato dotato di un’elaborata copertura trasparente, che inonda di luce lo spazio sottostante, impreziosito da una grande opera dell’artista italiano Alfredo Pirri. Cuore pulsante del nuovo organismo museale, questo spazio non solo oggi accoglie la biglietteria e il guardaroba, ma è divenuto un luogo vitale per eventi e manifestazioni, un’estensione della città all’interno del museo, tanto da essere intitolata “Piazza Paolo Orsi”.

Il percorso espositivo si snoda su 4 livelli, con oltre 200 vetrine che ospitano preziosi reperti provenienti da tutta la Calabria. Per agevolare e rendere la visita più efficace, sono presenti lungo tutto il percorso testi esplicativi, video in LIS e supporti multimediali.

La visita inizia al Livello A (il piano più alto), dedicato alla Preistoria e Protostoria della Calabria. Accanto ai primi strumenti in pietra scheggiata sono esposti i resti scheletrici di Uomo di Neanderthal, rinvenuti in due luoghi della Calabria meridionale, e l’affascinante contesto della Grotta del Romito di Papasidero, che conserva la grande incisione di bos primigenius. Dal Paleolitico si passa al Neolitico, rappresentato da reperti provenienti dai primi insediamenti umani, sia in grotte che in villaggio. Il museo, poi, ospita la più ricca collezione di reperti appartenenti alla protostoria calabrese (età del Bronzo e del Ferro). Tra i materiali esposti, provenienti soprattutto da contesti funerari, si segnalano, per la loro accurata fattura, gli straordinari oggetti in bronzo, quali fibule, bracciali, armi e dischi compositi, frequenti nelle sepolture femminili.

Il livello B è dedicato alle Città e santuari della Magna Grecia, sezione che presenta le numerose colonie greche fondate in territorio calabrese a partire dall’VIII secolo a.C. Qui le varie poleis sono rappresentate, in particolare, dalle testimonianze dei loro monumentali santuari, a partire da quelli locresi di località Marasà, casa Marafioti e Mannella.

Al Livello C, dedicato a Necropoli e vita quotidiana in Magna Greci, è esposta una ricca selezione di vasellame e oggetti vari provenienti dalle principali necropoli calabresi (da Metauros a Locri, fino a Laos), espressione dell’organizzazione sociale, di scambi commerciali e delle consuetudini delle comunità greche nella regione. La sezione si conclude con reperti provenienti da eccezionali contesti di età ellenistica, fra cui quello di Taureana di Palmi che ha restituito i resti di una kline in bronzo e un pannello musivo con scena di caccia all’orso.

Il Livello D è dedicato alla Storia di Reggio e a I Bronzi di Riace e di Porticello. L’evoluzione della città affacciata sullo Stretto viene presentata tramite migliaia di oggetti, su un arco cronologico compreso fra la fine dell’età del Bronzo e la tarda antichità. Spicca tra gli altri, per la sua meravigliosa capigliatura rubricata, la scultura in marmo pario di fanciullo (kouros), databile intorno al 500 a.C.

La sala più ricercata da tutti i visitatori resta quella che ospita i due Bronzi di Riace, divenuti, dopo la loro scoperta nel 1972, fra le più celebri opere dell’arte greca. Nella sala sono esposti anche le magnifiche teste in bronzo provenienti da Porticello, nei pressi di Villa San Giovanni. I Bronzi di Riace insieme alla testa c.d. del Filosofo e la testa di Porticello fanno di questa sala la principale esposizione al mondo di grande statuaria in bronzo del V secolo a.C.

Mostre in programma:

Dodonaios. L’oracolo di Zeus e la Magna Grecia (dall’8 marzo 2019 al 9 giugno 2019)

Info: (+30) 0965-812255 (Uffici); +39 320-7176148 (Biglietteria)

man-rc@beniculturali.it; info@museoarcheologicoreggiocalabria.it

sito web: https://www.museoarcheologicoreggiocalabria.it/

Orari di apertura: da martedì a domenica 9:00-20:00. Lunedì chiuso.