L’espressione Magna Grecia, in latino Magna Graecia e in greco Μεγάλη῾Ελλάς (Megale Hellas), indica una vasta area geografica dell’Italia meridionale nella quale si stabilirono le colonie greche e comprende i territori dell’attuale Calabria, parte della Puglia (l’area di Taranto) e della Campania meridionale, ma non la Sicilia, sempre indicata con questo nome (Sikelìa) dai Greci.

I suoi confini, infatti, erano costituti dalle città di Taranto sullo Ionio e di Poseidonia (Paestum) sul Tirreno e veniva ad includere la città dello Stretto, Reggio, le città greche della costa ionica (Locri Epizefiri, Caulonia, Crotone, Sibari, Thurii, Eraclea, Metaponto, Taranto) e della costa tirrenica (Metauros, Hipponion, Terina, Laos, Pyxous, Elea-Velia, Poseidonia-Paestum).

Non conosciamo l’origine né il momento esatto in cui tale nome si è diffuso. La prima attestazione sembra risalire a Timeo di Tauromenio (Taormina), vissuto nel IV sec. a.C., che mette in relazione la denominazione Μεγάλη῾Ελλάς con Pitagora e con la scuola pitagorica. Successivamente il nome è attestato nel II sec. a.C. eda Polibio (II, 39, 1) che, narrando degli incendi dei luoghi di riunione dei Pitagorici, riferisce che la regione dove essi si trovavano era denomina Μεγάλη῾Ελλάς (Megale Hellas).

Secondo quanto riportato da queste fonti, dunque, l’espressione sarebbe nata all’interno delle cerchie dei Pitagorici. Il dibattito resta tuttavia aperto e le ipotesi sono varie.

Secondo alcuni il nome si dovrebbe ai coloni achei che avevano fondato Sibari, Crotone e Metaponto in relazione alla regione dove si erano insediati, per la sua estensione territoriale rispetto a quella della loro madrepatria. La maggior parte delle fonti indica infatti come Magna Grecia proprio le coste ioniche dell’Italia, vale a dire l’area occupata dalle colonie achee, motivo che ha spinto a ricondurre l’origine dell’espressione all’ambiente acheo di VI-V sec. a.C. Secondo altri il nome sarebbe sorto nelle città della Grecia che intrattenevano rapporti con quelle dell’Italia meridionale. Accanto a queste ipotesi gli studiosi ritengono inoltre possibile che la definizione sia stata utilizzata per la prima volta dai Romani in ragione della somiglianza, dal punto di vista paesaggistico, dell’Italia meridionale con la Grecia continentale.

Preziose sono le testimonianze anche in ambito romano. Cicerone ne parla più volte, sottolineandone il legame con l’ambito pitagorico e mettendola in relazione con la fioritura delle città greche, ma precisando che ormai ai suoi tempi òla Magna Grecia non esisteva più.

Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (III  95) afferma che in origine l’espressione si riferiva all’area della costa ionica compresa tra Locri e Taranto, legandola quindi all’area dove si trovavano le fondazioni coloniali greche. Discussioni ha suscitato la notizia di Strabone (VI 1, 2) che sembrerebbe includere, secondo alcuni studiosi, anche la Sicilia nella Magna Grecia, cosa che, ad un’analisi più attenta del passo, sembra da escludere.

L’origine e il significato della denominazione Μεγάλη῾Ελλάς (Megale Hellas), Magna Graecia, sembra dunque da ricondurre all’ambito del mondo del pitagorismo che si sviluppò tra le colonie greche dell’Italia meridionale, nonché all’idea di progresso e di crescita che sembra essere alla sua base.