Scoperta

Le campagne di scavo nell’area del santuario iniziarono nel 1875 ad opera dell’ingegnere Sygmund Mineyko e, soprattutto, del banchiere e politico Constantinos Carapanos, che acquistò molti dei reperti rinvenuti nella zona poi confluiti nel Museo Archeologico Nazionale di Atene dove tuttora si conservano. Molti altri oggetti, invece, alcuni della stessa collezione Carapanos come della collezione Mineyko, sono dispersi in vari musei del mondo: New York, Istanbul, Berlino, Londra, Parigi, Vienna.

Nuovi scavi ripresero nel 1920 e, con vicende alterne, sono proseguiti sino a oggi, soprattutto a opera della Società Archeologica Greca, e più recentemente dell’Università e dell’Eforia di Ioannina, che hanno anche avviato progetti di restauro, in particolare del grande teatro. Al santuario di Dodona è dedicata un’ampia sezione nel Museo Archeologico di Ioannina, dove si conservano anche le migliaia di laminette in piombo iscritte che l’Eforia ha proposto di includere nella lista Unesco “Memory of the World”.