Topografia del Santuario

La parte più monumentale dell’area sacra è rappresentata dal teatro, con i suoi diciottomila posti a sedere calcolabili grazie al buon stato di conservazione della cavea. L’edificio si data agli inizi del III sec. a.C.ed è connesso alla figura di Pirro, al quale, secondo alcuni, si deve anche lo stadio (la cui prima fase, però, si data solo alla fine del III sec. a.C.). Entrambi gli edifici furono realizzati in occasione dell’istituzione dei Naia, agoni sul tipo di quelli panellenici di Olimpia, Delfi, Istmia e Nemea, nati per celebrare Zeus Naios. Solo tra fine III e inizi del II sec. a.C. i Naia vennero innalzati al rango degli altri giochi panellennici. I Naia si tenevano ogni quattro anni nell’anno successivo alle Olimpiadi, quindi nello stesso anno dei giochi istmici e nemei.
Al centro del santuario è un piccolo edificio, simile a un tempio con pronao e cella, datato al IV sec. a.C. e noto come la hierá oikía,la ‘sacra casa’, presso la quale si trovava la quercia di Zeus. Questo edificio doveva rappresentare il cuore del santuario. Distrutto dagli Etoli nel 219 a.C. – come gran parte del santuario – fu sostituito da un tempio ionico al quale fu poi aggiunto successivamente un propylon. Facevano parte del santuario altri piccoli edifici: secondo alcuni studiosi si tratta di altrettanti templi dedicati a Dione, Afrodite, Themis, Eracle (le identificazioni non sono tuttavia certe); per altri queste costruzioni servivano per le offerte votive di città o popoli, quindi sarebbero stati dei thesauroi; per altri ancora sono templi-tesori, ovvero edifici che ospitavano statue di culto edex-voto.

A nord-est della hierá oikía sono i resti di uno dei piccoli edifici sopra citati,con quattro colonne ioniche sulla facciata principale e un elevato in mattoni crudi: datato al terzo quarto del IV sec. a.C. è stato assegnato a Dione. Distrutto nel corso dell’invasione degli Etoli, l’edificio sarebbe stato poi ricostruito accanto alla hierá oikía (in forme simili a quelle di un tempietto gemello attribuito a Themis Naia). Alla figlia di Zeus e Dione, Afrodite, è stato invece assegnato un “tempietto” in ordine dorico collocato subito dopo l’accesso meridionale al santuario. Non è chiara invece la funzione di un edificio a pianta rettangolare del IV sec. a.C. anch’esso saccheggiato dagli Etoli; per alcuni sarebbe la casa dei sacerdoti, per altri la sede del personale di servizio. Un ultimo tempietto, attribuito per alcuni ad Eracle, per altri a Zeus, è quello in ordine dorico del III sec. a.C. nella parte più occidentale del santuario.
Una funzione politico-amministrativa rivestivano due edifici pubblici accanto al teatro: il pritaneo e il bouleuterion. La loro costruzione, databile tra metà IV e inizi del III sec. a.C., è da mettere in collegamento con la fase della costituzione della Lega (koinon) dei Molossi. Al primo risale anche un ampliamento avvenuto nel corso del III sec. a.C. che comportò l’aggiunta di altri ambienti utilizzati come hestiatorion (sala da banchetti) e katagoghion (sorta di albergo) forse in occasione dello svolgimento dei Naia. Il pritaneo era anche arricchito con portici. A differenza dell’edificio del pritaneo, che presenta fasi di vita sino al IV sec. d.C., il bouleuterion, dopo la distruzione a opera dei Romani nel 168 a.C. (nell’ambito delle vicende legate alla battaglia di Pidna e alla conquista della Macedonia) e una ristrutturazione del 148 a.C., venne utilizzato sino all’età di Augusto.

A nord del santuario, su una collinetta alta poco più di 35 metri, è la cosiddetta acropoli, uno spazio delimitato da un muro di 750 metri realizzato con bei blocchi regolari, dieci torri e due ingressi con torri gemelle. All’interno erano alcuni edifici e una cisterna. Questo spazio protetto doveva essere utilizzato sia come residenza degli addetti al funzionamento del santuario sia come rifugio di chi abitava nei dintorni.