Crotone è una colonia achea fondata nel 708 a.C., da Miscello di Ripe che, secondo la tradizione, giunto in Italia, vedendo il territorio di Sibari fondata da poco, sarebbe ritornato a consultare una seconda volta l’oracolo con l’intenzione di modificare la destinazione che gli era stata assegnata. Solo dopo il rifiuto dell’oracolo, Miscello porta a compimento la fondazione della colonia. Secondo un’altra tradizione Miscello parte insieme ad Archia di Corinto, fondatore di Siracusa, che si era trovato a consultare l’oracolo nello stesso momento. L’assegnazione del sito della città era avvenuta sulla base della scelta tra salute e ricchezza loro imposta dall’oracolo. Di fatti Crotone sarà sempre ricordata per la salubrità del clima e i suoi atleti saranno vincitori in tutti i più importanti giochi olimpici della Grecia. Nel 570 a.C. Crotone fa parte con Sibari e Metaponto della coalizione che distrugge Siris, ma poco dopo subisce una rovinosa sconfitta nella battaglia contro Locri che si svolge presso il fiume Sagra, a sud di Crotone. La storia della città è segnata dall’arrivo nel 530 a.C. del filosofo Pitagora, che riforma i costumi e organizza una scuola dove si riunisce la classe dirigente. Nel 510 a.C. Crotone sconfigge e distrugge Sibari a causa di un conflitto scoppiato a seguito del rifiuto della città di consegnare al tiranno di Sibari, Telys, i cinquecento esponenti dell’aristocrazia sibarita che si erano rifugiati a Crotone. È questo il momento di massima espansione della città che si trova tuttavia, a dover affrontare la gestione delle terre di Sibari, fattore destabilizzante e motivo di violente discordie tra l’aristocrazia pitagorica e la fazione democratica. La crisi porta alla fuga di Pitagora che si rifugia a Metaponto verso la fine del VI sec. a.C., e culmina nella metà del V sec. a.C. con l’incendio delle sedi degli esponenti pitagorici. Nel IV sec., Crotone assume la guida della Lega Italiota che nasce in difesa delle città magno-greche contro la minaccia dei Lucani e di Dionisio I di Siracusa. Nel 378 a.C. la città viene espugnata da Dionigi che saccheggia il santuario di Era Lacinia, sede del tesoro della Lega. La guida della lega viene allora, assunta da Taranto che ne sposta il tesoro ad Eraclea. Inizia così la fase di declino della città che nel 296 a.C. viene saccheggiata da Agatocle, tiranno di Siracusa, di cui avevano richiesto l’intervento contro la minaccia dei Brettii. Nel 215 a.C. durante la seconda guerra punica, la città è infine conquistata dai Brettii, alleati dei Cartaginesi, e la popolazione si trasferisce a Locri.

 La conoscenza della città antica è molto limitata a causa del fatto che il suo sito è ricoperto da quello della città medievale e moderna e, pertanto, la ricerca archeologica è stata episodica. La collina dove sorge il castello doveva essere occupata dall’acropoli; si conoscono tratti di quartieri abitativi, alcuni santuari urbani e aree di necropoli, i cui reperti sono esposti nel locale Museo Archeologico Nazionale. È invece archeologicamente ben noto il grande santuario dedicato ad Era che sorgeva presso il promontorio di Capo Lacinio (odierno Capo Colonna), a 11 km dalla città, oggi Parco Archeologico con annesso Museo Archeologico Nazionale.